Chi può eseguire lo strumento

Appena uno strumento finisce in una cartella condivisa, il suo elenco di accesso diventa quello della cartella. Questa pagina racconta come quel dato resti non scritto e perché togliere l’accesso non sia lo stesso gesto che concederlo.

Domande la cui risposta non è scritta da nessuna parte

Nessuna di queste domande è difficile. Difficile è che, con la distribuzione di oggi, nessuna trovi risposta guardando una registrazione.

Chi può eseguire questo strumento in questo momento?
Chiunque raggiunga la cartella. L’elenco appartiene alla cartella e non allo strumento, ed è cresciuto per anni per ragioni del tutto diverse.
Chi ne ha preso una copia, e quando?
Copiare non lascia traccia. Una volta uscito il file, non esiste registrazione di chi lo ha preso, quando, né di quante copie ci siano ormai.
Chi ha messo questo file nella cartella?
Chiunque abbia il permesso di scrittura. Uno strumento approvato e un file lasciato lì da qualcuno per provare qualcosa, nella cartella si somigliano in tutto.
Che fine ha fatto la copia sulla macchina di chi se n’è andato?
È ancora lì. Chiudere l’account chiude l’accesso alla condivisione; la copia presa prima resta su quel computer.
Quali strumenti ha visto la squadra esterna?
Se ha ricevuto l’accesso alla cartella di progetto, ha ricevuto l’accesso agli strumenti che contiene. Le due cose non si decidono mai separatamente, perché un solo permesso apre entrambe.

Concedere è un gesto, togliere no

La difficoltà vera non è che le domande restino senza risposta: è che i due versi non costano uguale. I due riquadri qui sotto hanno la stessa larghezza ma non lo stesso peso, e la differenza è tutto il punto.

Concedere l’accesso

Si aggiunge un utente alla cartella. Un gesto, pochi secondi, e da quel momento ogni strumento nella cartella gli è aperto.

Togliere l’accesso

  1. Si toglie l’utente dalla cartella, e questo ferma soltanto le copie nuove.
  2. Qualcuno ricostruisce quali strumenti quella persona aveva copiato prima; nessuna registrazione lo mostra.
  3. Si cercano le copie sulla macchina: scrivania, cartella dei download, percorsi di supporto di AutoCAD, una chiavetta USB.
  4. Si chiede se la stessa copia sia passata a qualcun altro, e la risposta vale quanto la sua memoria.
  5. Nessun passo dimostra che sia finita: il lavoro si chiude con un «probabilmente pulito».

L’elenco a destra non nasce da una cattiva gestione ma dalla struttura stessa: un file già copiato non si può riprendere. Per questo l’accesso deve stare accanto a una registrazione, non accanto a un file.

Che cosa fa questo prodotto

Uno strumento non è un file copiato ma un diritto, concesso a una persona o a un gruppo. Chi non lo ha non vede nemmeno il pacchetto nel catalogo. I diritti possono scadere: l’accesso di una squadra esterna finisce senza che nessuno debba ricordarsi di toglierlo. Ogni concessione e ogni revoca finisce nel registro di controllo, che non si può cancellare, e così «chi, a chi, quando» ha una risposta anche mesi dopo.

Anche ciò che non fa va detto qui: revocare un diritto non cancella una copia già installata su quella macchina. Che gli strumenti installati funzionino senza il server è una decisione voluta, perché una rete interrotta non fermi il lavoro di nessuno. La revoca ferma le nuove installazioni e gli aggiornamenti, e mette per iscritto chi ha quella copia.

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